A quattro anni dall’invasione russa su vasta scala, l’impronta ambientale della guerra in Ucraina è diventata impossibile da ignorare. Il nuovo report dell’Initiative on GHG Accounting of War — pubblicato a febbraio 2026 e relativo al periodo 24 febbraio 2022-23 febbraio 2026 — aggiorna al rialzo tutte le stime precedenti: le emissioni di gas serra attribuibili al conflitto hanno raggiunto 311 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, un valore paragonabile alle emissioni annuali di un intero Paese come la Francia.
Il quarto anno di guerra ha segnato un’ulteriore accelerazione su più fronti. Gli incendi di vegetazione lungo la linea del fronte sono aumentati per il secondo anno consecutivo: condizioni climatiche insolitamente calde e secche — verosimilmente aggravate dal riscaldamento globale — hanno trasformato anche scintille minori generate dai combattimenti in incendi incontrollabili, mentre l’attività antincendio resta impossibile nelle zone di conflitto. Sono cresciute anche le emissioni legate alla ricostruzione, in particolare nel settore energetico, dopo che la Russia ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture elettriche e di riscaldamento ucraine durante il rigido inverno 2025-2026. Il quadro conferma quanto emerso nei report precedenti: il danno climatico non è un effetto collaterale della guerra, ma vi è strutturalmente incorporato.
Applicando il costo sociale del carbonio di 185 dollari per tonnellata di CO₂ — lo stesso parametro usato nella richiesta di risarcimento da 43 miliardi relativa ai primi tre anni di guerra — il danno climatico complessivo supera oggi i 57 miliardi di dollari, ed è destinato a crescere ulteriormente finché il conflitto prosegue. Su questa base l’Ucraina ha annunciato l’intenzione di presentare una richiesta formale di risarcimento nella categoria “Environment Damage” del Register of Damage for Ukraine, il meccanismo internazionale creato per documentare i danni causati dall’aggressione russa in vista di un futuro risarcimento.
Il messaggio centrale del report è netto: la guerra moderna è anche una questione climatica. Affrontare i costi ambientali dei conflitti — dalla contabilità delle emissioni alle scelte fatte in fase di ricostruzione — deve diventare parte integrante della governance su pace, sicurezza e clima. Un principio che, se applicato con coerenza, riguarda ogni conflitto in corso: dalla Siria alla Palestina, ovunque le armi continuano a bruciare territori e futuro insieme.
Fonti:
- Report completo: https://en.ecoaction.org.ua/climate-damage-4-years-numbers.html
- Analisi Planetary Security Initiative: https://www.planetarysecurityinitiative.org/news/climate-damage-caused-russias-war-ukraine-2