La guerra è anche un crimine climatico. Lo certifica il report Climate Damage Caused by Russia’s War in Ukraine – 36 Months, la quinta valutazione realizzata dall’Initiative on GHG Accounting of War insieme all’ong Ecoaction, presentata a novembre 2025 alla COP30 di Belém. Ogni attacco non colpisce solo corpi e città: emette milioni di tonnellate di CO₂, distrugge suoli, brucia foreste, avvelena acqua e aria. Sono ferite che restano per generazioni, anche dopo la fine di un conflitto.

Il report calcola che nei primi tre anni di invasione su vasta scala le emissioni attribuibili alla guerra hanno raggiunto quasi 230 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente — più delle emissioni annuali combinate di Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Le fonti principali sono le operazioni militari (36%), la ricostruzione delle infrastrutture distrutte (27%) e gli incendi di vegetazione lungo il fronte, più che raddoppiati nel solo 2024. Solo il crollo di edifici e infrastrutture civili — cemento, acciaio, vetro, tutti materiali a produzione altamente energivora — ha rilasciato in un istante decine di milioni di tonnellate di carbonio “incorporato” che normalmente si accumula nell’arco di decenni.

Su questa base l’Ucraina chiede oggi 43 miliardi di dollari di risarcimento alla Russia per i danni climatici: la prima richiesta di risarcimento ecologico formulata in un conflitto armato. La cifra applica il costo sociale del carbonio — 185 dollari per tonnellata di CO₂ — un parametro economico già usato per stimare l’impatto di lungo periodo delle emissioni sulla società, qui applicato per la prima volta a un atto di guerra.

È un precedente importante, che mette la questione climatica al centro del discorso contro il riarmo. Il metodo può essere replicato altrove — in Siria, in Yemen, a Gaza — aprendo la strada a una contabilità globale dei costi climatici della guerra: non più stime generiche, ma cifre verificabili, comparabili e giuridicamente utilizzabili.

Mentre i governi parlano di “sicurezza”, alimentano il business delle armi e il ciclo di devastazione che incendia territori e clima. Anche per questo è fondamentale opporsi al riarmo: ogni bomba devasta vite, territori e clima insieme. La sicurezza non si costruisce con le armi.

 

Report ufficiale (PDF):
https://en.ecoaction.org.ua/wp-content/uploads/2025/10/Climate-Damage-Caused-by-War-36-months_EN_compressed.pdf

Pagina Ecoaction con comunicato e dati chiave:
https://en.ecoaction.org.ua/the-climate-damage-has-exceeded-43-billion.html

Approfondimento in italiano (Renewable Matter / Materia Rinnovabile):
https://www.renewablematter.eu/en/ukraine-demands-43-billion-russia-environmental-damage-war