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Oltre i combustibili fossili: a Santa Marta il tentativo di cambiare rotta

Oltre i combustibili fossili: a Santa Marta il tentativo di cambiare rotta
Marica Di Pierri
14 Aprile 2026

 

Apre i battenti tra due settimane a Santa Marta, in Colombia, la prima Conferenza internazionale interamente dedicata alla transizione oltre i combustibili fossili. L’appuntamento segna un passaggio politico rilevante per la governance del clima: per la prima volta, fuori dal perimetro formale delle COP, governi e attori globali si incontrano per discutere in modo operativo come uscire da carbone, petrolio e gas.

L’iniziativa, promossa dai governi di Colombia e Paesi Bassi, si svolgerà tra il 24 e il 29 aprile 2026, con le sessioni politiche principali previste negli ultimi due giorni. La scelta della sede non è casuale: Santa Marta è uno dei principali snodi dell’export di carbone colombiano, e rappresenta simbolicamente il punto di partenza di una transizione che deve coinvolgere in prima linea i territori oggi più legati all’economia fossile.

La conferenza nasce in un momento di evidente difficoltà della governance climatica internazionale. Negli ultimi anni, i negoziati multilaterali hanno mostrato limiti crescenti, in particolare proprio sul nodo più critico: la riduzione e l’eliminazione delle fonti fossili. Il vertice di Santa Marta si propone come uno spazio complementare, orientato meno alla dichiarazione di principi e più alla definizione di percorsi concreti, con l’obiettivo di accelerare una transizione energetica che sia al tempo stesso rapida e socialmente equa.

Al centro del confronto ci saranno alcuni nodi strutturali: come accompagnare i Paesi e le regioni economicamente dipendenti da petrolio, gas e carbone; come redistribuire in modo equo costi e benefici della transizione; come garantire che il passaggio a un sistema energetico pulito non produca nuove disuguaglianze. Un tema particolarmente rilevante riguarda anche il rapporto tra debito, finanza internazionale e capacità dei Paesi del Sud globale di investire in alternative sostenibili.

Il tutto si inserisce in uno scenario geopolitico in cui le tensioni internazionali si intrecciano sempre più con gli interessi legati a petrolio e gas, mentre gli investimenti pubblici si spostano verso il riarmo, sottraendo risorse fondamentali alle politiche climatiche e sociali.

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Irene De Marco2026-07-09T16:20:03+02:0015/04/2026|

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