Mentre la crisi climatica si aggrava, alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima siedono anche coloro che hanno più interesse a ritardare la decarbonizzazione. Secondo l’analisi di Fossil Free Politics e Kick Big Polluters Out, alla COP30 di Belém l’industria dei combustibili fossili registra la più grande presenza mai vista ai negoziati: un lobbista ogni 25 delegatə, il 12% in più rispetto alla COP29. I lobbisti fossili superano numericamente le delegazioni nazionali di ogni Paese presente, tranne quella del Brasile ospitante — e sono 50 volte più numerosi della delegazione delle Filippine, tra i Paesi più esposti alla crisi climatica.

Un paradosso che mina da anni la credibilità del processo multilaterale, e che la società civile chiede con sempre più urgenza di affrontare.

Articolo completo di Marica Di Pierri su Altreconomia: https://altreconomia.it/chi-difende-i-combustibili-fossili-dentro-i-negoziati-sul-clima-della-cop30/