Cento organizzazioni da tutta Italia lanciano l’allarme: “Se il Governo non inverte subito il processo, mette a rischio il nostro futuro e il diritto stesso alla vita”.

L’iniziativa “Giudizio Universale” è pronta a partire. Con una lettera aperta indirizzata al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani, le cento organizzazioni promotrici della campagna Giudizio Universale sottolineano l’insostenibilità delle attuali politiche climatiche nazionali e l’estrema urgenza di un’azione climatica all’altezza della sfida in corso.
A lanciare l’allarme attivisti, medici, scienziati, studenti, agricoltori, avvocati e ricercatori seriamente preoccupati dell’emergenza senza precedenti e senza confini, che sta scuotendo con violenza il nostro Paese: l’Italia è al 22° posto nella lista dei Paesi più colpiti da inizio secolo ad oggi dagli eventi climatici estremi sui 180 paesi analizzati dal Climate Risk Index 2020, e addirittura al 6° posto tra i paesi che hanno registrato più vittime climatiche.

Sono cento le organizzazioni della società civile che denunciano l’inadeguatezza delle politiche climatiche varate dai governi passati e attuali. Il recente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza varato dal nuovo Ministero, su cui molte speranze erano riposte, si è rivelato assai poco ambizioso, deludente e incompleto.
Uniti nell’iniziativa “Giudizio Universale”, le organizzazioni rivendicano il proprio diritto alla vita e si dichiarano pronti a utilizzare ogni strumento a disposizione dei cittadini italiani per obbligare le autorità ad onorare le proprie responsabilità.

Sul sito www.giudiziouniversale.eu è apparso un conto alla rovescia: partita nel 2019 per raccogliere adesioni di cittadini e associazioni, a giugno l’iniziativa prenderà ufficialmente il via dando vita ad un’azione di tipo giurisdizionale per ottenere una vera giustizia climatica.
Il Giudizio Universale che definirà la nostra sorte comune è in arrivo.

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