[16.10.2020] Oggi è la giornata mondiale dell’alimentazione. 

Il cibo che arriva sulle nostre tavole è frutto del lavoro spesso invisibile e svolto da miliardi di braccia che ogni giorno si trovano a svolgere un compito importante, ostacolato dalle violenze dei cambiamenti climatici e gli attacchi delle grandi imprese. 

Per avere un’idea di quale sia oggi l’impatto dell’agricoltura industriale sull’Europa, occorre sfogliare il report 2019  dell’International panel of experts on sustainable food systems (Ipes). Secondo il dossier, presentato lo scorso 7 febbraio, l’Europa perde 970 milioni di tonnellate di suolo ogni anno, con oltre l’11% del suo territorio interessato da fenomeni di erosione alta o moderata. La perdita di biodiversità mette a repentaglio una serie di servizi ambientali, tra cui l’impollinazione delle colture alimentari.

 

A questo si aggiungono la fame e la malnutrizione, piaghe che non accennano a placarsi. I dati diffusi da Azione contro la Fame su stime del Global Nutrition Report 2020 evidenziano che quasi 690 milioni di persone nel mondo sono attualmente affamate (+60 milioni negli ultimi 5 anni) e altri 265 milioni rischiano di essere trascinati, entro quest’anno, nell’alveo della vulnerabilità a causa della pandemia. Se le tendenze rimarranno tali, entro il 2030 circa 840 milioni di persone saranno affamate.

 

Nelle infografiche che seguono, alcuni dati significativi su cui riflettere nella 75esima giornata dedicata al tema dell’alimentazione: è necessario un lavoro parallelo sulle politiche climatiche e agricole per garantire la sopravvivenza di tutte e tutti su questo pianeta. 

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