Il sistema climatico aveva raggiunto uno stato di equilibrio dinamico, che negli ultimi 800.000 anni ha garantito livelli di concentrazione di CO2 in atmosfera tendenzialmente stabili e che non hanno mai superato le 300 ppm. Oggi invece abbiamo superato le 400 ppm, e continuiamo a riversare anidride carbonica e altri gas serra in atmosfera, andando ad alterare l’equilibrio.
Le concentrazioni atmosferiche di gas serra hanno raggiunto nuovi record nel 2017, con la CO2 a 405.5 ppm (+146% rispetto ai livelli preindustriali). Rispetto al 1990, la capacità dei gas serra di alterare il bilancio energetico terrestre (forzante radiativo) è aumentata del 41%.

Nel 2010, il 35% delle emissioni globali provenivano dal settore dell’approvvigionamento energetico, il 24% dal settore dell’agricoltura, silvicoltura e altri usi della terra, il 21% dall’industria, il 14% dai trasporti e il 6.4% dagli edifici [IPCC Fifth Assessment Report].

Il 71% di tutte le emissioni industriali dal 1970 a oggi sono state causate da appena 100 industrie produttrici di combustibili fossili [CDP Carbon Majors Report 2017]. Le emissioni globali inoltre non mostrano nessun segno di voler diminuire: sono anzi ancora aumentate nel 2017 [UNEP Emissions Gap Report 2018]. Al contrario, per restare entro la soglia dei 2°C di riscaldamento globale, entro il 2030 dovremmo tagliare le emissioni del 25% rispetto al 2010 e raggiungere lo zero netto nel 2070, mentre per restare entro 1.5°C nel 2030 le emissioni dovrebbero essere del 45% più basse rispetto al 2010 ed essere pari a zero già nel 2050. Se continuiamo su questa strada, già nel 2030 potremmo raggiungere un riscaldamento globale di +1.5°C, e a fine secolo potremmo arrivare a oltre 4°C in più [IPCC Special Report: Global Warming of 1.5°C].