COMUNICATO STAMPA

L’ORGANIZZAZIONE NOTRE AFFAIRE A TOUS SFIDA 25 MULTINAZIONALI FRANCESI
PER LE LORO MANCANZE NEL CAMPO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Lunedì 2 marzo 2020, la ONG francese Notre Affaire à Tous, che si occupa di giustizia climatica, ha pubblicato uno studio giuridico comparato senza precedenti che analizza i Piani di Vigilanza di 25 multinazionali francesi rispetto alla questione climatica. L’impronta di carbonio (carbon footprint) cumulativa delle imprese in questione è di otto volte superiore a quella dell’intero territorio francese. Lo studio peer-reviewed ha rilevato che nessuna delle multinazionali rispetta a pieno gli obblighi previsti dalla Legge sull’Obbligo di Vigilanza e dalla Carta dell’Ambiente della Francia. Notre Affaire à Tous, che ha già citato in giudizio l’impresa petrolifera Total, ha notificato alle multinazionali le inadempienze rilevate, chiedendo l’adozione di misure adeguate per la tutela del clima.

Data l’inerzia dello Stato francese nel regolamentare l’impatto delle società multinazionali sul clima, Notre Affaire à Tous ha deciso di fare ricorso alla Legge sull’Obbligo di Vigilanza per sollecitare i maggiori inquinatori della Francia, tra cui Total, ad attivarsi per contrastare il riscaldamento globale. Questa norma, estremamente innovativa, impone infatti alle multinazionali la pubblicazione e l’attuazione di un “Piano di Vigilanza” per prevenire gravi violazioni dei diritti umani e danni ambientali.

Il rapporto di Notre Affaire à Tous svela la cattiva performance e la scarsa applicazione da parte delle aziende della Legge sull’Obbligo di Vigilanza in campo climatico. Lo studio giuridico accademico, elaborato dalla ONG, mostra le numerose carenze di oltre 25 multinazionali, che operano in diversi settori ad alta intensità di carbonio (energia, finanza, industria, trasporti, edilizia, agroalimentare). Neanche una tra le aziende analizzate ha raggiunto un punteggio del 100%, corrispondente al pieno rispetto della normativa. Il punteggio medio è estremamente basso: 20 aziende su 25 non superano i 50 punti su 1004.

Per quanto riguarda l’impronta di carbonio, le imprese non comunicano in maniera adeguata e trasparente i dati sulle proprie emissioni dirette e indirette di gas serra, nonostante i vari obblighi giuridici espliciti in vigore in tal senso. Secondo le informazioni pubblicate dalle società, la loro impronta di carbonio cumulativa ammonterebbe a 1.517 milioni di tonnellate (Mt) di CO2e. Tuttavia, tenendo conto di altre controanalisi, in realtà supera i 3.549 Mt CO2e, valore pari a otto volte le emissioni nazionali della Francia (445 Mt CO2e).

Inoltre, le imprese continuano a non voler ammettere le proprie responsabilità per le conseguenze delle loro emissioni. Le società madri di grandi gruppi transnazionali non adottano tutte le misure necessarie per ridurre le emissioni dirette e indirette delle loro controllate e delle catene di subappalto, nonostante i chiari obblighi previsti dalla legge di vigilanza.

Le emissioni di gas a effetto serra derivanti da queste 25 multinazionali costituiscono una minaccia per l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere il riscaldamento globale entro la soglia degli 1,5 ° C rispetto al periodo preindustriale. Nel 2018, l’IPCC ha accertato i rischi di danni gravi e irreversibili per la tutela dei diritti umani e per l’ambiente che deriverebbero dal superamento di tale soglia. Nonostante ciò, nessuna tra le imprese in questione ha internalizzato l’obiettivo di Parigi. In breve, tutte le società esaminate sono esposte al rischio di non conformità con la normativa. Di conseguenza, chiediamo che:

  • rendano pienamente pubblici i dati sulle emissioni dirette e indirette
  • riconoscano i rischi derivanti dai cambiamenti climatici e la loro parte di responsabilità
  • adottino una strategia conforme all’obiettivo degli 1.5°C
  • mettano in atto azioni coerenti ed efficaci di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra
  • integrino i Piani di Vigilanza con le informazioni climatiche pertinenti
  • chiedano ai governi di modificare le regole del gioco economico se le aziende non sono in grado di autoregolamentarsi.

Queste misure, necessarie per raggiungere la conformità con la normativa, sono state specificate all’interno di una lettera indirizzata alle multinazionali. Secondo Paul Mougeolle, autore principale e coordinatore dello studio svolto da Notre Affaire à Tous, “nel momento in cui le multinazionali si preparano a pubblicare i loro nuovi piani di vigilanza, abbiamo dimostrato le carenze dello scorso anno. Le aziende devono decarbonizzare in toto il proprio modello di business il più rapidamente possibile, e indicare con precisione e sincerità le modalità e le sfide per raggiungere tale obiettivo. In caso contrario, sono passibili di azione legale, proprio come Total.”