Siamo al punto di non ritorno

Rimangono solo pochi anni. Ecco perché facciamo sul serio, ecco perché facciamo causa.  

La presenza di gas serra nell’atmosfera non era così alta da 800.000 anni. Nel 2017 la CO2 ha raggiunto livelli alti il 146% in più rispetto a quelli preindustriali: non succedeva da 3 milioni di anni. A quei tempi la temperatura era più alta di 2.3° C e il livello del mare era superiore di 15-25 centimetri.

Le temperature globali, di conseguenza, sono aumentate: oggi siamo già ad almeno un grado in più rispetto ai livelli preindustriali: se continuiamo così, entro il 2030 avremmo un aumento di almeno 1,5° C, ed entro la fine del secolo potremmo arrivare addirittura a 4°C.

Le conseguenze? Lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello del mare porteranno alla scomparsa di molte aree e città costiere e all’aumento dei fenomeni atmosferici estremi come siccità, precipitazioni forti e uragani. A quel punto seguirà la distruzione di ecosistemi, l’estinzione di massa di specie animali e vegetali, rischi per la salute, diffusione di malattie tropicali, insicurezza alimentare e idrica, migrazioni di massa. 

E l’Italia?

In Italia l’aumento della temperatura media registrato in Italia negli ultimi trenta anni è stato quasi sempre superiore a quello medio globale sulla terrafermaÈ stato stimato un aumento della temperatura media in Italia di circa 0,36 °C per decade sul periodo 1981-2017.

Le situazioni nazionali più critiche, sinteticamente, riguardano le risorse idriche e le aree a rischio di desertificazione, partendo dalla regione alpina e gli ecosistemi montani che rischiano di perdere i loro ghiacciai e la loro copertura nevosa. Tuttavia le aree a rischio idrogeologico sono molte di più, come per esempio l’area idrografica del fiume Po e i bacini idrografici del distretto dell’Appennino centrale dove sono insediati i grandi invasi di regolazione delle acque, le zone costiere a rischio di erosione e inondazione, e gli ecosistemi marini a rischio di alterazione.

Questi cambiamenti metteranno a rischio non solo il nostro territorio, ma anche per tutti i cittadini con un impatto drammatico sulla salute, benessere e sicurezza.