Greta Thunberg incontra i giovani indigeni Saami per sostenere la loro causa: la giustizia climatica.
Insieme agli attivisti di FFF, la Thunberg ha infatti partecipato al climate strike organizzato dai giovani Saami, i quali chiamano in causa l’UE per la debolezza dei target climatici assunti per il 2030.
Si chiama Sáminuorra, l’associazione di giovani indigeni Saami in Svezia, che ha indetto il climate strike proprio in occasione del Saami National day, la celebrazione dell’anniversario del primo congresso di rappresentanza della popolazione indigena nel Nord Europa.
I Saami vivono in prossimità del circolo polare artico e vedono quotidianamente i loro modi di vivere tradizionali, basati sull’allevamento delle renne, minacciati dagli impatti devastanti della crisi climatica. È per tali ragioni che i giovani Saami, insieme ad dieci altri soggetti querelanti hanno deciso di fare causa all’Unione Europea.
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto svedese di meteorologia e idrologia, la regione artica sta affrontando condizioni metereologiche eccezionali, quali segni visibili dei cambiamenti climatici. È da circa un decennio che, a causa di inverno sempre meno rigidi, la neve è spesso rimpiazzata dalla pioggia. Quando la pioggia è seguita da temperature molto rigide si creano degli strati di ghiaccio talmente spessi che le renne non riescono più a romperlo per raggiungere il cibo. Al di là degli incendi che possono colpire i territori durante i periodi estivi, i cambiamenti che stanno avvenendo nella frequenza delle piogge intaccano profondamente il modo di vivere ed i pilastri culturali di una popolazione incentrata sull’allevamento delle renne.
Sanna Vanner, presidente dell’Associazione Giovani Saami, ha detto:”ogni Saami è affetto dagli impatti della crisi climatica. Quali indigeni Saami, le nostre vite, le nostre tradizioni, la nostra cultura, dipendono dalla natura. Ogni giorno sta diventando sempre più difficile interpretarne i segni per trovare pesce, per portare le nostre renne al pascolo. Quali giovani Saami, noi combattiamo contro i cambiamenti climatici nelle nostre terre, nelle strade e nelle corti”.
Greta Thunberg è intervenuta dicendo:”la soluzione alla crisi climatica deve prendere in considerazione il bagaglio di conoscenze e la saggezza delle popolazioni indigene. Noi abbiamo tanto da imparare da coloro che vivono con la natura e nella natura da migliaia di anni. Noi dichiariamo la nostra solidarietà nei confronti della vostra battaglia che diventa anche la nostra”.
Un contadino francese, Maurice Feschet, sostenitore della causa Saami contro l’Unione Europea, ha detto:”è inaccettabile che i leader europei mettano a rischio la cultura e le giovani generazioni Saami, non riuscendo ad intensificare le azioni per il clima. Da nonno 74enne ed essendo sostenitore e co-attore nella loro causa climatica (People’s Climate Case), dichiaro la mia solidarietà alle giovani generazioni Saami e a coloro il cui futuro dipende dalle nostre reazioni alla crisi climatica”.
La storica People’s Climate Case è stata rigettata dal Tribunale Generale dell’Unione Europea dal momento che la stessa ha deciso che i ricorrenti non sono gli unici ad essere colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici e pertanto non dovrebbero essere autorizzati a presentare una causa in tribunale. Le famiglie e i giovani Saami hanno presentato ricorso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea a luglio del 2019.
Wendel Trio, direttore del Climate Action Network (CAN) europeo ha detto:”i leader europei devono comprendere che intensificare le azioni di contrasto alla crisi climatica, attraverso un rafforzamento sostanziale dei target posti per il 2030, non è più un dibattito di natura esclusivamente tecnica o politica. Si tratta di proteggere i diritti delle popolazioni indigene, le loro vite, i loro mezzi di sussistenza, le loro famiglie ed il loro futuro. La Commissione Europea ha la concreta opportunità di proporre un target molto più alto di riduzione delle emissioni per il 2030 e dimostrare che l’Unione Europea si prende davvero cura dei suoi cittadini”.
People’s Climate Case è la climate litigation portata avanti da 10 famiglie tra Portogallo, Germania, Francia, Italia, Romania, Kenya, Fiji, e l’associazione dei giovani Saami, Sáminuorra, che accompagnate da un team di ONG, avvocati, scienziati e cittadini, chiamano in causa le istituzioni europee rivendicando un impegno decisivo da parte delle stesse rispetto ai target ambientali da raggiungere entro il 2030. In tal modo, aiuteremo l’intera comunità mondiale a mantenersi all’interno dell’obiettivo della temperatura a lungo termine dell’accordo di Parigi e quindi a raggiungere l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura all’interno di “limiti sicuri” a livello globale.